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Giappone

GIAPPONE

taiko shidara

Impossibile restare impassibili al suono del Taiko, il celebre tamburo giapponese da guerra, immancabile protagonista del Festival dell’Oriente! Con la sua potenza, il vigore dei suoi musicisti e percussionisti… Il fantastico gruppo Shidara, percussionisti professionisti giapponesi, farà meravigliare e stupire l’intera platea del Festival dell’Oriente con un concerto a cui sarà impossibile non avvicinarsi, un momento molto atteso dalla stragrande maggioranza del pubblico, che verrà pervaso da emozioni indescrivibili! Gli Shidara sono in tour in tutto il Giappone e non solo: sono stati protagonisti in Europa, in America, in Corea, nelle Filippine ed in tantissimi altri paesi. Ed adesso in anteprima mondiale in Italia al Festival dell’Oriente!!!

makoto juku

Makoto Juku è un team che mescola tradizione giapponese e nuove sensazioni. Eseguono meravigliosamente concerti Taiko, danza giapponese, samurai, ninja. Ogni anno si esibiscono in paesi come Grecia, Arabia Saudita, Germania e Filippine.

mochitsuki “medetaya”

Perchè aspettare la settimana di Capodanno se si può godere dello spettacolo Mochi anche all’interno del Festival dell’Oriente? Una performance che vi farà rimanere letteralmente a bocca aperta vi aspetta! Gli artisti del Mochi sono pronti per creare proprio davanti ai vostri occhi increduli la tipica torta Mochi: una torta “appiccicosa” di riso cotto al vapore giapponese!!! Ne esistono due tipi diversi: quella con fagioli rossi dolci e quella con farina di soia con zucchero, tutte e due gustosissime e dalla preparazione veramente spettacolare!
Gli artisti di Medetaya vi offriranno momenti indimenticabili e… Golosissimi!!! Benvenuti al Festival dell’Oriente… lo spettacolo è servito!

walking advertisements band “chindon-geinousha”

Al Festival dell’Oriente spazio alla musica!!! La banda musicale giapponese “Chindon’ya” è composta da musicisti di strada molto particolari, la loro arte è quella di pubblicizzare negozi ed altri locali, rigorosamente in costume giapponese! Con la loro musica tipica, promuovono anche l’apertura di nuovi negozi, locali ed eventi speciali!
Attualmente, il chindon’ya è raro in Giappone, ma, grazie a questi particolari artisti, al Festival dell’Oriente si potrà assistere e partecipare a questa particolarissima performance unica nel suo genere!

ojarus

Avete mai assistito ad un’esibizione di pagliacci giapponesi “mistici”? Il Festival dell’Oriente è l’occasione giusta! La base della recitazione degli “Ojarus” proviene sia dalla tradizione antica, sia dal moderno teatro giapponese… Provate a non ridere appena saliranno sul palco con un copricapo così lungo che sarà difficile dimenticare! Il loro spettacolo ha bisogno di molta attenzione… È divertente e, soprattutto, molto stravagante! Presentano la giocoleria tradizionale e moderna giapponese, esibendosi in kimono e ballando con l’ombrello ed il ventaglio tradizionali.
La loro particolare commedia “mimata” e la loro magia sono conosciute ed amate in qualsiasi parte del mondo.

equilibrismo con senmaru e yuki

In rappresentanza del mondo asiatico e della sua millenaria cultura, sbarca al nostro festival l’artista e giocoliere Senmaru Kagami. La sua arte si ispira a un’antica e sacra tradizione propiziatoria, nata per scacciare gli spiriti maligni e ingraziarsi gli dei nei sacri templi, che consisteva nel destreggiare complesse manipolazioni di oggetti, come il ventaglio e l’ombrello.
L’artista ci rappresenta uno spettacolo tradizionale di giocoleria giapponese, fatto di anelli metallici, sfere scatole e molti altri oggetti fatti girare su un ombrello. Tazze tenute in equilibrio su un lungo palo, che sfidano le regole della fisica e tanti altri numeri di giocoleria con grande abilità, tutto davanti ai vostri occhi increduli.

keiichi iwasaki – il mago giapponese

Preparatevi ad uno spettacolo che vi lascerà letteralmente a bocca aperta! Il mago illusionista Giapponese Keiichi Iwasaki vi proporrà i suoi trucchi strabilianti, accompagnati dalla sua grande carica di carisma e simpatia. Uno show mozzafiato, di grande stupore e divertimento, dedicato a grandi e piccini!

pittura giapponese suiboku-ga

L’artista Giapponese Yoshiko Kubota proporrà al Festival dell’Oriente una delle arti creative più caratteristiche della cultura Nipponica: la pittura Suiboku-Ga. Eseguita con inchiostro di china su fogli di carta di riso, questa tipologia di pittura è molto popolare in Giappone, e la maestra ne offrirà un saggio realizzando opere e ritratti per il pubblico.

vestizione del kimono

Vestito tradizionale giapponese finemente tessuto in seta, rappresenta uno dei maggiori simboli della cultura tradizionale giapponese.
L’arte della vestizione del kimono cela dietro sé un complesso rituale tramandato fedelmente nel corso degli anni.
Per la maggior parte delle donne infatti è impossibile indossare un kimono senza aiuto, dato che il tipico completo da donna consiste di almeno dodici parti separate, da indossare, unire e fissare secondo regole precise. Ancora oggi esistono assistenti professionali che aiutano le donne ad indossare i kimono.

cerimonia del the giapponese

Il Cha no yu (“acqua calda per il tè”), conosciuto cialis cheap in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, indicato anche come Chado o Sado (“Via del tè”). È una delle arti tradizionali zen più note. «Il cuore della Cerimonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè; disporre il carbone in modo che riscaldi l’acqua; sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate, proporre il freddo; in inverno, il caldo; fare tutto prima del tempo; preparare per la pioggia e dare a coloro con cui ti trovi ogni considerazione » L’importanza della cerimonia è lo spirito di accoglienza, cioè il rispetto per gli ospiti e per la natura.

canto e danza giapponese

Rappresenta l’aspetto più tradizionale e classico della musica giapponese. Verranno eseguite canzoni legate all’Oriente, ma anche canzoni tradizionali giapponesi. Queste ultime erano la musica anticamente eseguita alla corte imperiale o nei più importanti templi buddhisti.
La musica giapponese è fortemente legata poi al teatro e si concentrava molto più sui canti e sui testi delle canzoni che sulla musica in sé. Gli strumenti classici di accompagnamento più famosi sono: il Koto, strumento musicale a corda usato all’inizio solo nella corte imperiale si diffuse poi fra il popolo; lo Shamisen, uno strumento a tre corde molto simile al liuto, utilizzato come accompagnamento nelle rappresentazioni del teatro Kabuki e nelle ballate popolari.

arte musicale della tradizione giapponese

Ampio spazio all’interno del Festival dell’Oriente alla cultura, al folklore ed all’arte Giapponese, non soltanto tramite danze e cerimonie tradizionali, ma anche attraverso la magia della musica tipica del paese del Sol Levante.
Concerti di strumenti tradizionali, come il classico Koto (strumento cordofono appartenente alla famiglia della Cetra), e la musica lirica tradizionale Giapponese allieteranno i visitatori, trasportandoli in una dimensione incantata.

ikebana

Ikebana è l’arte giapponese della disposizione dei fiori recisi, anticamente conosciuta come Kado.
L’Ikebana è un’arte molto antica, ha le sue origini in Oriente (India, Cina) ma solo nel complesso artistico e religioso del Giappone ha trovato il terreno fertile per il suo sviluppo.

bonsai e suiseki

L’antica arte Bonsai (dal giapponese “albero coltivato in vaso”), così come quella del Suiseki (“pietra lavorata dall’acqua”), ha avuto origine in Cina diffondendosi successivamente in Giappone. I giapponesi nel corso dei secoli ne hanno sviluppato l’aspetto estetico-filosofico, cercando così di dare ai propri piccoli alberi (o alle pietre, nel caso dei Suiseki) lo stesso potere evocativo-emozionale che si può percepire venendo a contatto con la natura, gli alberi e le montagne.

origami

L’origami è una tecnica, un gioco, un’arte e tutte queste cose insieme. Può piegare la carta un bambino per divertirsi, così come può farlo un matematico per studiare la geometria oppure un architetto per costruire un modello oppure un artista per creare una forma astratta.

sumi-e

Il termine giapponese significa “inchiostro nero” (sumi) e “pittura” (E) ed indica una delle forme d’arte in cui i soggetti sono dipinti con l’inchiostro nero in gradazioni variabili dal nero puro a tutte le sfumature che si possono ottenere diluendolo con l’acqua. Questo però non vuol dire che ogni cosa dipinta così possa meritare il nome di “sumi-e”. Il vero “sumi-e”deve rispondere a determinate caratteristiche tipiche, come ad esempio la sobrietà e la spontaneità che vanno direttamente alla sensibilità dello spettatore.

shodo l’arte della calligrafia giapponese

Shodo (letteralmente arte della scrittura) è l’arte giapponese della calligrafia. Derivato dalla corrispondente arte cinese (shufa) lo shodo ha influenzato altre forme d’arte giapponesi…

pittura su stoffa

Yuzen è l’arte della pittura su stoffa, il cui nome deriva da Yuzensai Miyazaki un famoso pittore di ventagli che si dice le abbia inventate nel XVII secolo.

canti e danze giapponesi

La musica giapponese è fortemente legata al teatro e si concentra molto più sui canti e sui testi delle canzoni che sulla musica in sé. La danza è accompagnata dal suono di strumenti come il Koto, strumento musicale a corda usato inizialmente solo nella corte imperiale si diffuse tra il popolo e lo shamisen, strumento a tre corde, utilizzato come accompagnamento nelle rappresentazioni del teatro Kabuki e nelle ballate popolari.
La danza è composta da movenze contenute e semplici ed è accompagnata e dai canti tradizionali giapponesi, narranti episodi legati alla vita quotidiana.

villaggio giapponese

Con la riproduzione di un villaggio in stile giapponese, vi proponiamo un viaggio virtuale nella tradizione orientale. Potrete infatti esplorare la tipica abitazione nipponica, ricreata nei suoi spazi interni ed esterni, con un laghetto Koi e un giardino Zen. Non soltanto uno spazio strutturale, ma anche interattivo, popolato da personaggi tipici che vi permetteranno di conoscere da vicino gli usi ed i costumi, attraverso esperienze come la vestizione del Kimono, la Cerimonia del Tè Cha No Yu, lo Shodo, gli origami e molto altro ancora.

tempio zen giapponese

Al Festival dell’Oriente potrete scoprire non soltanto gli aspetti della tradizione culturale giapponese, ma anche quelli religiosi e spirituali. Sarà presente infatti un’area Zen, con all’interno la riproduzione di un piccolo tempio scintoista, animato da monaci immersi nelle attività classiche della spiritualità giapponese: dalla meditazione zazen alle pratiche che rappresentano un connubio tra arte e religione, come la pittura Sumi-e o l’Ikeabana.

mizuhiki

Altra anteprima assoluta per il Festival dell’Oriente, la Maestra Kana Inami, Fondatrice di Namika, creatrice di mizuhiki ed evangelista della cultura giapponese per la prima volta al festival per far conoscere ai visitatori questa magica arte creativa.
Eccezionale artista di fama mondiale, basti pensare che ospita durante l’anno studenti da ogni parte del mondo che desiderano apprendere l’arte di Mizuhiki.

dojo tradizionale giapponese di arti marziali

Riproduzione di un tradizionale Dojo giapponese, ovvero un tradizionale luogo di allenamento di arti marziali, dove si instaura un rapporto molto profondo e personale con l’arte stessa. È il luogo (jo) dove seguire la via (do), dove si concretizza la perfetta unione tra la mente (zen) ed il corpo (ken).

mostra di katane

La katana è la tradizionale spada giapponese che utilizzavano i guerrieri samurai. Si differenzia molto dalle spade tipicamente europee per la forma curva ed il taglio su un solo lato. L’elsa allungata permetteva l’utilizzo a due mani, che ancora oggi è il modo di utilizzo tipico per sferrare fendenti. Il tipo di acciaio utilizzato e la procedura di forgiatura che i maestri hanno tramandato per secoli ne hanno fatto probabilmente le spade migliori nella storia, alcuni esemplari oggi hanno un valore inestimabile, dovuto sia alla qualità e fama del suo creatore o anche del proprietario, tipo alcuni grandi samurai o shogun, ma anche per la forma e decorazioni che ne fanno dei veri capolavori d’arte.

mostra di torii

Il Torii è il tradizionale portale d’ingresso giapponese nato come rappresentazione di un’antica leggenda giapponese, secondo la quale la Dea del Sole Amaterasu attraversò un Torii sacro per abbandonare la Terra durante un’eclissi solare e lo attraversò nuovamente per fare ritorno sul nostro pianeta una volta conclusasi. Sembra inoltre che i Torii un tempo avessero la funzione di ospitare sulla loro cima i Galli sacri dalla lunga coda, considerati i messaggeri di Dio.

riproduzione di campana tradizionale di un tempio buddhista

Sicuramente la parte religiosa è uno dei aspetti più affascinanti della cultura giapponese ed i tipici templi buddhisti sono meta di migliaia di visitatori e fedeli ogni giorno. All’ingresso di questi edifici troviamo solitamente una grande campana che un monaco suona grazie ad un pesante palo sospeso. Al Festival dell’Oriente verrà riproposto questo rito con una di queste campane.

mostra su miyamoto musashi, il più grande spadaccino giapponese di tutti i tempi

Dal Giappone feudale la figura dei guerrieri samurai è giunta fino a noi, grazie alla loro storia fatta di onore, fedeltà e abilità nel combattimento con la spada. Il più famoso di questi guerrieri è unanimemente riconosciuto essere Miyamoto Musashi, un Ronin (ossia un samurai vagabondo) che ha affrontato nella sua vita decine di duelli mortali, senza mai conoscere sconfitta, grazie alla sua abilità e tattica di combattimento che lo hanno fatto diventare una leggenda. È stato un innovatore nel campo della strategia e approccio mentale al duello ed una volta smessi i panni del guerriero si è dedicato all’insegnamento, alla pittura ed alla scrittura di opere di successo.

mostra sui 47 ronin

Il mito dei 47 Ronin rivive al Japan Festival grazie ad una mostra dedicata ed alla riproduzione di alcune delle tombe di questi guerrieri che sono entrati nella storia e portati alla ribalta del grande pubblico grazie ad un recente film di successo. La storia parla di una questione di onore e vendetta portata fino alle estreme conseguenze, ovvero di un gruppo di 47 ronin (guerrieri rimasti senza padrone) che decidono di vendicare la morte del loro signore cui erano fedeli, che 2 anni prima era stato condannato al suicidio rituale per avere reagito alle continue offese di un emissario dello Shogun. Il gruppo riuscirà nel suo intento, offrendo la testa dell’emissario alla tomba del loro signore, consapevoli che saranno condannati ad essere uccisi. Il loro atto di onore e fedeltà fu comunque riconosciuto con la concessione del Seppuku, l’atto del suicidio rituale riservato alle grandi ed onorabili personalità. I loro corpi furono infine sepolti a fianco del loro signore nel tempio Sengaku-ji, meta ancora oggi di migliaia di visitatori ogni anno.

mostra di armature samurai

Tutto il fascino e mito dei famosi Samurai rivive in questa mostra di alcune armature tipiche che indossavano questi guerrieri, addestrati, oltre che nel combattimento con la spada, a seguire un rigido codice d’onore che li vincolava al servizio e fedeltà totale verso un signore ed il suo feudo. La bellezza di queste armature risiede nella forma e colore degli elementi articolati di cui era composta e che coprivano i punti vitali dagli attacchi delle katane avversarie.

mostra di elmi di samurai

L’elemento sicuramente più particolare ed affascinante delle armature dei samurai giapponesi è sicuramente costituito dall’elmo, di forma e con elementi diversi uno dall’altro ed ornato da ampie falde ricurve o corna. Sul volto una maschera a protezione con spesso raffigurata una smorfia minacciosa e decorazioni atte ad intimorire l’avversario. In mostra potrete ammirare alcuni splendidi esempi di elmi tipici del periodo Edo.

mostra di origami

L’arte di piegare la carta nasce nella Cina del primo secolo dopo Cristo, da qui si diffuse in Giappone, dove trovò il suo terreno ideale. Per gli orientali, in particolare per i giapponesi, l’origami ha un profondo significato simbolico e religioso, la bellezza e la fragilità dell’origami rappresentano, nello shintoismo, il ciclo vitale e la fine di ogni cosa, finalizzata ad una continua rinascita.
In mostra al Festival dell’Oriente diverse creazioni, dalle più comuni come rane e uccelli, alle più fantasiose e colorate.

mostra di ventagli giapponesi

Il ventaglio era originariamente utilizzato in guerra con una duplice valenza, sia come strumento di trasmissione di segnali, sia come arma, per via delle sue stecche in ferro. Col passare del tempo diventò così popolare per tutti i ceti, che venne promulgata una legge che ne limitava i decori, per differenziare quelli destinati ai nobili da quelli usati più comunemente.
Sono una delle espressioni più diffuse ed apprezzate nell’arte decorativa giapponese, coi loro colori delicati e i motivi che vanno da rappresentazioni floreali a paesaggi o riproduzioni sulla storia del Giappone.

mostre di abiti tradizionali orientali

Sono indumenti molto conosciuti ed ammirati nel mondo occidentale. Negli anni abiti come il kimono sono stati utilizzati non solo in occasioni speciali, ma anche a seconda delle destinazioni d’uso e di chi lo indossa. Indossarne uno rappresenta un’arte complessa e estremamente rituale.

mostra fotografica sul giappone

Una mostra rappresentativa di uno dei più bei paesi del mondo. Un viaggio all’interno della cultura nipponica, delle meraviglie, della natura e delle sue tradizioni raccontate attraverso fotografie ricche di suggestione e fascino. Dagli aspetti più lampanti a quelli più nascosti, da scoprire. Un paese così profondamente diverso rispetto a ciò cui siamo abituati in Europa, che non può non affascinare.

mostra di bambole giapponesi

Sono oggetti che fanno parte pienamente delle vita quotidiana giapponese. Le bambole imperiali vengono disposte su una piattaforma di sette gradini, con imperatore e imperatrici nelle parti più alte, abbigliati con abiti tradizionali, mentre nei gradini più bassi sono presenti le dame di corte, ministri, musicisti e i samurai.

shintoismo

È nel tempo che si sono perse le origini di questa antica religione, la fede nativa del Giappone, che possiede anche un ruolo chiave all’interno dell’istituzione imperiale.
I particolarissimi santuari (jinja) sono i luoghi-simbolo dello Shintō e condividono caratteristiche comuni, come avere dei portali (torii) al loro ingresso e alcune corde (shimenawa) adiacenti al luogo di culto. Splendidi ambienti naturali, cascate naturali, sontuose montagne sono ritenuti essere la dimora naturale dei kami, ovvero le divinità.
Presso l’area culturale del Giappone potrete approfondire la conoscenza della religione nativa del paese del Sol Levante.

meditazione zen

“Per trovare un buddha devi vedere la tua natura. Chiunque vede le sua natura è un buddha. Se non vedi la tua natura, invocare i buddha, recitare i sutra, fare offerte, e osservare i precetti, sono tutte cose inutili. Invocare i buddha produce un buon karma, recitare i sutra produce una buona memoria; osservare i precetti produce una buona rinascita, e fare offerte produce futuri benefici, ma niente buddha.”
Bodhidharma (483 – 540), monaco buddhista indiano.
La meditazione Zen è una pratica direttamente connessa al Buddhismo giapponese, una forma meditativa che ha come scopo primario quello di svuotare la mente, arginare lo stress e favorire il rilassamento. La Meditazione porta il soggetto a concentrarsi sul proprio respiro, invitandolo a mettere da parte tutti i pensieri e le preoccupazioni e a vivere esclusivamente il momento. presente.

byakko shinko kai

Byakko in giapponese significa “luce bianca”.

Luce purissima emanata dallo stato più elevato e più profondo dell’essere umano.

La Byakko Shinko Kai è un’associazione internazionale creata dal basso per espandere la visione della Pace, fondata, negli anni Cinquanta del secolo scorso dopo la fine della Seconda guerra mondiale, da Masahisa Goi, filosofo, scrittore e maestro spirituale. Byakko Shinko Kai si dedica alla costruzione della Pace nel mondo e alla elevazione della coscienza dell’umanità attraverso preghiere e pratiche spirituali facilmente accessibili, partendo dal messaggio universale “Che la Pace Regni sulla Terra”.

Dal 1980, l’associazione è guidata da Masami Saionji, figlia adottiva di Masahisa Goi.

Nel 1998 il nuovo centro dell’attività della Byakko Shinko Kai è il Santuario Fuji e da allora questo spazio è il luogo di grandi incontri e luogo per la realizzazione di differenti cerimonie per la preghiera di Pace. Migliaia di persone, sia in Giappone che in tutto il mondo sono connessi con le pratiche di pace proposte da Byakko Shinko kai e il suo messaggio universale si sta diffondendo in tutto il mondo.

I membri e gli amici dell’associazione Byakko sono ora, dopo tanti anni di preghiere e pratiche, una fonte preziosa di energia che sostiene la continua crescita dell’evoluzione dell’umanità per realizzare la Pace sulla Terra.

Il Santuario Fuji si trova ai piedi del sacro Monte Fuji in Giappone, ed è un luogo pieno di energia di amore, luce e armonia, dove trascendendo le differenze di religioni, culture ed esperienze personali, migliaia di visitatori offrono sincere preghiere per la realizzazione della Pace sulla Terra.

Il Santuario è diventato centro spirituale per la trasformazione della coscienza dell’umanità.

Il campo di preghiere all’aperto può ospitare più di 10,000 persone, e durante tutto l’anno circondati dalle bandiere di tutte le nazioni del mondo, Byakko Shinko Kai organizza in questo spazio grandi cerimonie di Pace. L’ entrata del campo di preghiera è conosciuta come “la via della pace”, dove sono dislocati le steli (peace poles) che dedicano nella lingua madre, il massaggio di pace per ogni nazione del mondo e diffondono il messaggio universale “Che la Pace Regni sulla Terra”.

Il santuario Fuji è aperto a tutti coloro che esprimono amore per l’umanità e desiderano a creare un futuro di pace per tutti.

Vi invitiamo a visitare il Santuario Fuji e a godere della bellezza della sua natura e la sua vibrazione curativa.

 

ESPONENTI DEL MOVIMENTO

 

MASAHISA GOI (1916-1980):

È il fondatore della Byakko Shinko Kai e del movimento della preghiera di pace mondiale basato sul messaggio universale, “Che la Pace Regni sulla Terra”. Questo movimento si iniziò nel 1955 come una via per trascendere ogni barriera etnica, politica, e di religione e per portare Pace tramite preghiere.

Per maggiori info: (link pagina Bio)

 

MASAMI SAIONJI:

È una discendente della famiglia reale Ryukyu di Okinawa, Giappone. Dal 1980 prosegue il lavoro di suo padre adottivo, Masahisa Goi, nel guidare il movimento della pace nel mondo.

Per maggiori info: (link pagina Bio)

 

SONOKO TANAKA:

Nata in Giappone e vive in Italia da più di 30 anni. È Rappresentante in Italia dell’associazione internazionale per la Pace nel mondo: May Peace Prevail on Earth International (che si chiamava The World Peace Prayer Society fino al 2017) ed è una dei rappresentanti più attivi in Italia della Byakko Shinko Kai.

Per maggiori info: (link pagina Bio)

Ecco il programma che Byakko Shinko Kai proporrà ogni giorno al Festival dell’Oriente:

1) IN: (Mudra) tecnica per risvegliare la nostra innata scintilla divina.

2) Toitsu: Meditazione per la Pace nel mondo e per realizzare l’unione con il nostro vero Sé / pratica e condivisioni

3) Mandala-unione di arte e di pensieri: Creazione di un mandala scritto con parole positive e luminose, create da pensieri di pace e di amore

4) World Peace Flag Ceremony: Cerimonia della preghiera di pace in ogni nazione del mondo, nella quale le bandiere diventano porte spirituali per tutti i popoli.

5) Offerta di gratitudine alla natura e a tutti gli elementi del pianeta Terra, e imprimiamo energia di luce e di gioia con parole positive e luminose.