RELIGIONI E SPIRITUALITÀ

Un percorso interiore che ci accompagna lungo tutta la nostra vita, una ricerca perpetua per dare un senso alla nostra esistenza.

La religione e la spiritualità, così diverse e così intimamente legate, all’interno di una grande varietà di concezioni culturali spesso vissute quale cammino volto al raggiungimento di pace interiore e di crescita in termini di consapevolezza.

Ed ogni avvenimento della vita, nell’esperienza quotidiana del mondo è parte di questo cammino.

Il Festival delle Religioni e della Spiritualità presenterà al grande pubblico uno spaccato a 360 gradi delle religioni, degli usi e percorsi di spiritualità che le sottendono e che coinvolgono il modo di pensare e di agire nella vita quotidiana.

Per un viaggio ascetico ed interiore, un incontro tra oriente ed occidente, con la possibilità concreta di entrare in contatto e conoscere da vicino le realtà religiose e spirituali con i loro principi, la loro visione della vita e della persona, rappresentate dagli istituti di riferimento, buddismo, scintoismo, taoismo, ebraismo, sikkismo, sciamanesimo, confucianesimo etc.

Con la possibilità di partecipare altresì alle molteplici conferenze tematiche che si svolgeranno durante l’intera durata del Festival.

Un percorso coinvolgente in grado di allargare gli orizzonti della nostra consapevolezza, all’interno del quale sarà possibile avvicinarsi, conoscere, sperimentare emotivamente tutto ciò che ruota attorno al mondo della religione e della spiritualità in un’ottica volta al benessere della persona.

Un viaggio della coscienza, volto alla crescita personale ed alla conoscenza a fini di integrazione tra le molteplici visioni religiose e spirituali apparentemente così distanti, così profondamente vicine.

 

Buddismo

Tra le più diffuse religioni orientali alla base del Buddhismo vi è l’uomo, ed il convincimento che ogni individuo possieda un potenziale positivo illimitato ed il potere di cambiare in meglio la propria vita.

Il Tempio Buddista di Napoli è presente al Festival dell’Oriente per rispondere alle domande di tutti coloro che sposano questa religione e per i curiosi che non ne conoscono l’essenza, con attività, meditazioni e tutto quello di cui c’è bisogno per comprendere quest’antica religione orientale.

Situato nei pressi del bellissimo Parco di Capodimonte, Il Tempio Buddhista Theravada di Napoli è guidato dal Rev. Vajiranana Panangala e supportato dalla Comunita’ Singalese. Già dalla zona esterna si può percepirne la magia: adornato di profumatissimi fiori, piante e vegetazione varia, con la grande Stupa e diverse statue che rendono questo spazio meraviglioso. All’interno, vi sono due sale per svolgere le diverse funzioni settimanali ed accogliere i fedeli, soprattutto durante gli eventi principali del calendario Buddhista (Vesak, Capodanno Singalese etc.). La Domenica è la giornata più frequentata dai Singalesi ed è un momento di ritrovo per le famiglie Singalesi che vivono a Napoli e dintorni. Il Tempio è il luogo di ritrovo,di condivisione e di unione.

Il Tempio Buddhista di Napoli partecipa regolarmente al Festival Dell’Oriente con uno spazio riservato al Tempio Buddhista dove si svolgono le seguenti attivita’:

 

Distribuzione di libri su Buddhismo e Meditazione
Sessioni di Meditazione guidata
Braccialetto e Benedizione dai Monaci
Informazioni sul Buddhismo e le pratiche meditative
Il Buddhismo, o meglio, la pratica del Dhamma, è una disciplina, un sentiero interiore che ha come obiettivo l’emancipazione dalla sofferenza prodotta dal proliferare degli stati mentali nocivi come l’ignoranza della reale natura dell’esistenza, l’avversione e la sete di gratificazione.

Come spesso accade, l’apparenza inganna, e sebbene il buddhismo possa sembrare facile da capire l’assimilazione del Dharma, l’integrazione effettiva dei suoi principi nella nostra vita, è un impresa decisamente ardua.

 

Induismo

“Dio è uno, ma i saggi lo chiamano con molti nomi”

“Un lago ha diverse rive. Ad una, gli indù con vasi attingono l’acqua e la chiamano jala, ad un’altra i musulmani l’attingono con otri di cuoio e la chiamano pani. Ad una terza i cristiani la chiamano acqua. La sostanza è una con nomi differenti e perciò ognuno va ricercando la stessa sostanza. Solo il clima, l’indole ed il nome creano le differenze. Lasciate che ogni uomo segua la sua via.” (Ramakrishna)

 

Al Festival dell’Oriente, grazie all’area allestita dall’Unione Induista Italiana, sarà possibile avvicinare e conoscere l’antica cultura religiosa del sanatana dharma.

Di grande effetto è il tempio tradizionale induista che in questo vasto spazio viene riprodotto con le rappresentazioni di varie forme del Divino: Ganesha, Durga, Laksmi, Shiva… Differenti espressioni dello stesso principio divino. Come dicono le Scritture “Dio è uno, ma i saggi lo chiamano con molti nomi”.

Questo spazio aperto è allestito con elementi decorativi e iconografici indù in un’ambientazione fatta di loti, acqua, piante di bamboo… che ricordano la sacralità del Tutto, l’ambiente naturale della foresta indiana e i luoghi degli asceti.

Qui vengono officiati riti da sacerdoti (pandit) dell’Unione Induista Italiana e monaci del prestigioso monastero induista Matha Gitananda Ashram di Altare (SV).

Chiunque lo desideri può assistere ai riti, ricevere il tilak per la purificazione e il kalava, filo rosso di protezione, nonché partecipare alle attività di yoga e di meditazione, leggere i pannelli esplicativi sull’induismo, visitare mostre fotografiche, seguire incontri e conferenze sullo yoga, l’ayurveda, l’arte, la filosofia.

Tutti i visitatori del Festival dell’Oriente in questa area potranno vivere esperienze ricche di stimoli, prendendo parte alle iniziative che l’Unione Induista Italiana – ente religioso sorto la pratica e lo studio della cultura e della religione induiste – propone per favorire una conoscenza della vera realtà dell’induismo distinguendolo da superficiali imitazioni.

 

Programma generale delle attività

Puja, il rituale di adorazione

Durante il rito (puja), alla divinità vengono rivolte offerte di fiori, frutta, incensi, lumini accompagnate dalla recitazione di preghiere e mantra. I colori e le forme dei simboli, i profumi, le luci creano una avvolgente atmosfera. Assistere al rito aiuta a purificare la mente e a risvegliare profonde energie.

 

Arti, la cerimonia della Luce

È un momento molto suggestivo, in cui alla divinità viene offerta la luce di una fiamma posta su un piatto, che rappresenta la conoscenza, accompagnandola con il melodioso suono di una campanella. La luce viene poi offerta ai presenti: ognuno avvicina le mani alla fiamma e poi le porta a toccare gli occhi per ricevere la benedizione divina. Sulla fronte, tra le sopracciglia, viene posta la curcuma, una polvere rossa che è simbolo della shakti.

 

Yoga e meditazione

Negli spazi dell’Unione Induista Italiana si possono sperimentare tecniche yoga che mirano a sviluppare la graduale consapevolezza di corpo-mente, il rilassamento e la concentrazione. La meditazione è un assorbimento profondo nel proprio sé; con la pratica di tecniche di introspezione e di ascolto interiore si sviluppano serenità e pace mentale e si risvegliano gradualmente le energie spirituali.

 

Bhajan e kirtan, i canti devozionali

Nei templi si praticano canti devozionali che ripetono i nomi del Divino. Il canto purifica i pensieri e apre il cuore grazie alle profonde vibrazioni che la musica e il canto stesso producono. La musica ha il potere di donare tranquillità mentale e produce inoltre gioia ed energia.

 

Incontro

È la straordinaria occasione di incontrare comunità di provenienza diversa, come India (Panjab, Rajastan…) Mauritius, Sri Lanka, Bangladesh con la loro straordinaria ricchezza di lingue diverse, tradizioni e usanze differenti, e tutti celebrano la cultura di pace e di spiritualità.

 

Danza sacra

Si possono sperimentare, durante i workshop, passi, movimenti del corpo e delle mani, espressioni del volto propri della danza indiana, accompagnati dal ritmo e dalla musica. La danza è una delle forme espressive che nella cultura indù sono considerate non solo forme artistiche, ma raffinati linguaggi spirituali che esprimono simboli e storie mitologiche.

 

PROGRAMMA AREA INDUISTA:

venerdì 27 settembre:
– ore 12.00: Ganesha puja (rituale di adorazione) e arti (rito della luce)
– ore 16.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om
– ore 18.00: Shiva puja (rituale di adorazione) e arti (rito della luce)
– ore 19.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om
– ore 20.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om

sabato 28 settembre:
– ore 12.00: Ganesha puja (rituale di adorazione) e arti (rito della luce)
– ore 14.00: introduzione all’hatha yoga
– ore 16.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om
– ore 18.00: Durga puja (rituale di adorazione) e arti (rito della luce)
– ore 19.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om
– ore 20.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om

domenica 29 settembre:
– ore 12.00: Ganesha puja (rituale di adorazione) e arti (rito della luce)
– ore 14.00: introduzione all’hatha yoga
– ore 16.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om
– ore 18.00: Shiva puja (rituale di adorazione) e arti (rito della luce)
– ore 19.00: introduzione alla meditazione e recitazione del pranava Om

 

 

Taoismo

Il taoismo non è solo una delle principali religioni al mondo, è anche una filosofia, un modo di vivere. Il “Tao” (la “via”) è il flusso, la forza eterna che scorre incessantemente, in continua trasformazione.

Professa la non violenza, il rispetto nei confronti della Natura, nei confronti degli altri esseri viventi, del proprio corpo e del proprio spirito.

 

A rappresentare il Taosimo al Festival dell’Oriente, il Maestro Xu Ben Li (nome Taoista Xu Shi He), discepolo di 15a generazione di Wudang San Feng Pai. Questo lignaggio risale al XIV sec. d.C. quando il monaco taoista Zhang San Feng creò il Taijiquan ed è uno dei lignaggi più antichi e prestigiosi presenti nel monastero di Wudang.

Il Maestro Xu, nato a Huangshi, nella Provincia cinese del Hubei, è cresciuto, fin da piccolo, con una forte influenza taoista. Suo padre infatti è un prete taoista ortodosso della corrente Zheng Yi Pai ed il suo trisnonno fu un grande artista marziale a Wudang.  Così decise all’età di 14 anni di iniziare lo studio delle arti marziali e fu accettato dal Gran Maestro Shifu Zhong Yun Long nel Monte Wudang.

Il Monte Wudang, situato nella Provincia del Hubei in Cina, è famoso per essere la culla del Taoismo e delle Arti Marziali Interne e grazie alla sua preziosa e antica cultura è stato nominato nel 1994 Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO.

La pratica delle arti marziali richiede una grande dedizione, passione e perseveranza, anche nei momenti più duri e difficili che il Maestro Xu ha comunque superato. Il duro allenamento e le prove che ha dovuto sostenere non gli hanno impedito di dedicarsi anche allo studio della filosofia taoista e della Medicina Tradizionale Cinese.

Nel 2007 viene nominato discepolo dal suo Shifu per divulgare al Mondo le Arti Marziali di Wudang, rappresentando così la 15a generazione dello stile Wudang SanFeng Pai.

Il Maestro Xu venne poi scelto per entrare nel “China Wudang Gong Fu Team” promosso dal Governo di Wudang per rappresentare le arti marziali nel mondo. Si è esibito infatti nelle maggiori città cinesi, in Australia e Nuova Zelanda.

Dal 2013 sì è trasferito in Italia per insegnare le arti marziali interne di Wudang.

 

Al Festival dell’Oriente, quindi, avrete l’occasione di avvicinarvi a questa realtà, conoscerne i simboli, lo yin e yang, il loro divenire incessante e la polarità degli estremi.

 

“Qualcosa accade ora, perché qualcos’altro è accaduto allora”. Non si chiede perché, o per quali cause passate, un certo ordine di cose avvenga ora; si chiedono, invece, quale sia il significato delle cose che avvengono insieme in questo momento. La parola Tao è la risposta a questa domanda.

 

 

Sikhismo

Al Festival dell’Oriente sarà possibile avvicinarsi a questa particolare religione, la quinta più grande organizzata al mondo in costante diffusione in Europa ed  in Italia, grazie alla presenza dell’ associazione culturale “Singh Sabha”, che raccoglie gli indiani di fede Sikh, provenienti prevalentemente dalla regione del Punjab, culla del sikhismo. Un vero e proprio tempio “Gurdwara” accoglierà i fedeli sikh e tutti i curiosi che vorranno avvicinarsi a questa particolare religione monoteista, fondata dal Guru Nanak Dev in Punjab, città che conta il maggior numero di praticanti.

Nell’area dedicata a questa religione si potranno conoscere le differenze tra il sikhismo e le altre religioni del mondo e ancora, comprendere gli aspetti che riguardano la meditazione e tanti altri aspetti, come ad esempio il cibo, con la preparazione di alcuni dolci indiani tipici di questa cultura.

 

Shintoismo

E’ nel tempo che si sono perse le origini di questa antica religione, la fede nativa del Giappone, che possiede anche un ruolo chiave all’interno dell’istituzione imperiale.

I particolarissimi santuari (jinja) sono i luoghi-simbolo dello Shintō e condividono caratteristiche comuni, come avere dei portali (torii) al loro ingresso e alcune corde (shimenawa) adiacenti al luogo di culto.Splendidi ambienti naturali, cascate naturali, sontuose montagne sono ritenuti essere la dimora naturale dei kami, ovvero le divinità.

Presso l’area culturale del Giappone potrete approfondire la conoscenza della religione nativa del paese del Sol Levante.

 

Religione Tibetana

La fede autoctona del Tibet è la tradizione Bön, l’indigena religione tibetana che ruota intorno ad un sistema di credenze scismatiche, incentrato interamente intorno al culto della natura.

Al Festival dell’Oriente sarà possibile conoscere gli insegnamenti di questa religione sciamanica, molto complessi quanto affascinanti, grazie alla presenza dei monaci tibetani “Tibet Culture House”. Secondo i fedeli esistono “nove veicoli” per professare la fede, alcuni “alti” ed altri “bassi”.  L’insegnamento della via tramite visioni, pratiche divinatorie e altro sono molto frequenti. Sutra e tantra, secondo la tradizione, sono veicoli “più potenti per comprendere alla verità”.

 

 

SPIRITUALITÀ

 

Hare Krishna

Tutte le divinità sono varie manifestazioni di un dio, Visnu o Krishna. Lasciatevi coinvolgere dal canto e dalle danze di questo particolare movimento spirituale, che professa una relazione trascendentale ed amorevole con il Signore Krishna. Al Festival dell’Oriente, infatti, gli esponenti di questo movimento canteranno e danzeranno da un padiglione all’altro per diffondere la gioia e l’amore tra tutti i visitatori, al suono di Hare Hare, Krishna Krishna!!!

Il movimento Hare Krishna è registrato legalmente come ISKCON,( Associazione Internazionale per la coscienza di Krishna) ed è una comunità mondiale di devoti che praticano il Bhakti yoga, un vero e proprio servizio d’amore a Krishna, il nome di Dio in lingua sanscrita, che significa infinitamente attraente.

Tutti possono sperimentare una pace ed una gioia sublime, attraverso il canto o la meditazione sui suoi santi nomi nella forma del Mantra Hare Krishna, che assicura la purificazione della coscienza e la liberazione dalle ansie e dalle sofferenze, in un’era di discordia e ipocrisia.

Durante il festival dell’oriente, i rappresentanti Hare Krishna saranno lieti di introdurre le persone interessate alla conoscenza dei testi e alle pratiche di questa tradizione

attraverso video, meditazioni guidate, canti gioiosi, scambi di domande e risposte ed anche assaggi dei loro famosi dolcetti.

 

 

 

Mostra su Gandhi

In occasione del 150° anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, l’Unione Induista Italiana – Sanatana Dharma Samgha, propone una mostra fotografica che ne ripercorre i momenti salienti della vita e le tappe del suo strenuo impegno in difesa del principio della non violenza e della verità come forze del bene comune.

Mahatma Gandhi affermò che:

“La pace è frutto della nonviolenza. Non è nonviolenza il limitarsi ad amare chi ci ama. Nonviolenza è amare chi ci odia. So quant’è difficile seguire questa suprema legge dell’amore. Ma non son forse tutte le cose buone e grandi difficili a realizzarsi?”

La mostra fotografica sarà anche l’occasione di confronto e di dibattito, tra tradizione e modernità, offrendo spunti di riflessione sulle sfide che la società di oggi pone di fronte a noi donne e uomini alla ricerca di senso.

Brevi cenni storici:

La vita di Mohandas Karamchand Gandhi, più comunemente noto come Il Mahatma, è una storia di sforzi eroici per stabilire il valore del satyagraha, “la forza della verità”. Nel perseguire questo obiettivo egli divenne un messaggero di pace in un mondo, quello del XX secolo, circondato dal fuoco della violenza.
Profondo conoscitore della cultura occidentale e della tradizione indiana, induista nello specifico, egli agì da interlocutore capace di interpretare l’istanza di libertà che animava l’India colonizzata dagli inglesi. Divenne, infatti, per l’India il “padre della nazione” al contempo riuscendo a risparmiare l’India e la Gran Bretagna dall’odio e dalla vendetta reciproci nella lotta per la libertà.
Gandhi riprese alcuni concetti chiave della tradizione induista soprattutto nel sottolineare la sacralità di ogni vita.

 

MEDITAZIONE ZEN

“Per trovare un buddha devi vedere la tua natura. Chiunque vede le sua natura è un buddha. Se non vedi la tua natura, invocare i buddha, recitare i sutra, fare offerte, e osservare i precetti, sono tutte cose inutili. Invocare i buddha produce un buon karma, recitare i sutra produce una buona memoria; osservare i precetti produce una buona rinascita, e fare offerte produce futuri benefici… ma niente buddha.”

Bodhidharma (483 – 540), monaco buddhista indiano.

Al Festival dell’Oriente ci si potrà avvicinare anche alla pratica Zen, presente con l’Associazione di promozione sociale “Nel Centro” – Dojo Zen Chūshin – Centro per lo studio e la pratica della tradizione Zen e delle Arti del Benessere Psicofisico dell’Asia Orientale.

A.P.S. “Nel Centro” è un’associazione di promozione sociale che promuove eventi di utilità sociale connessi al dialogo interculturale e percorsi di crescita personale propedeutici al benessere psicofisico, attraverso la cultura e la comprensione delle arti del benessere psicofisico, in particolare dell’Asia orientale, come lo Zen Shiatsu, il Tao Yoga e la Mindfulness. Presso la sede dell’ass.ne Nel Centro, a Marrubiu in via Oristano n° 107, sorge il Dojo ZEN Chüshin, uno spazio ideale per incontrare la Via dello Zen e praticare la meditazione Zazen.

Relatore: Sensei Koudai Davide Colombu

Sensei Koudai Davide Colombu è Monaco Zen insegnante di arti meditative e del benessere psicofisico dell’Asia orientale.

Originario del Terralbese, sin da giovanissimo si dedica alle discipline tradizionali dell’Asia orientale praticando le arti marziali cinesi e lo yoga. Durante l’adolescenza si avvicina alla filosofia orientale leggendo i testi della tradizione spirituale indiana, tibetana, cinese, giapponese ed in particolare del buddhismo Zen. Raggiunta la maggiore età, inizia a viaggiare e scoprire il mondo, incontrando quei luoghi e quelle culture che gli permettono una più ampia visione ed interpretazione della vita quotidiana. Affascinato dalla teoria dei meridiani energetici della medicina tradizionale cinese, intraprende un percorso di alta formazione culturale e professionale nel settore olistico del benessere psicofisico. In oltre 20 anni di esperienze formative ed importanti collaborazioni professionali, in Italia e all’estero, arricchisce il percorso di studi che lo qualifica “terapista zen” ovvero un wellness coach professionista del benessere psicofisico a tutto tondo, che unisce una formazione virtuosa nelle discipline del benessere psicofisico dell’Asia orientale, lo studio del coaching professionale e la pratica approfondita del Do, la Via della ricerca interiore conosciuta con il nome di Zen. Seguendo il richiamo della sua terra natia, nell’estate 2016 torna in Sardegna dove fonda l’associazione di promozione sociale “Nel Centro” – Dojo Zen Chushin – centro per lo studio e la pratica della tradizione Zen e delle arti del benessere psicofisico dell’Asia orientale. Erede del Dharma del Maestro Zen Federico Dainin-Joko Procopio fondatore della Sangha del “Centre Zen La montagne sans sommet – Paris” nel lignaggio Renpo Niwa Zenji – Gudo Wafu Nishijima Roshi della scuola Soto. Con un occhio di riguardo per la tradizione degli antichi maestri Zen e l’altro rivolto alla naturale evoluzione del panorama socioculturale, sparge i semi della consapevolezza, intessendo un dialogo armonico tra lo Zen e il mondo interdisciplinare della promozione sociale.

Conferenza Domenica 22 ore 16:00 Relatore: Sensei Koudai Davide Colombu